Lo sviluppo della cosiddetta generazione distribuita sta comportando una vera rivoluzione nel mercato energetico sia per quanto attiene la produzione di energia che la sua distribuzione per gli usi e consumi degli utenti finali. Lo sviluppo di tecnologie digitali a supporto di questa trasformazione è essenziale per sostenere efficacemente questo processo e rendere efficiente e facilmente comprensibile ai consumatori finali quali sono le enormi opportunità che possono derivare da tale nuovo assetto per la gestione dell’energia prodotta e auto-consumata o immessa in rete.

Il processo di cambiamento del settore energetico, per chi segue questo settore da anni, ha visto negli anni ‘90 del secolo scorso una radicale trasformazione che ha riguardato, sostanzialmente, le modalità di gestione delle attività di cui si compone questo settore. I processi di privatizzazione, prima, di liberalizzazione e regolazione, dopo, sono stati fattori prodromici all’attuale assetto energetico in Italia e in Europa. Ma la trasformazione cui assistiamo oggi è, per certi versi, sorprendente e resa possibile dall’evoluzione tecnologica in atto e basata sullo sviluppo della cosiddetta Generazione Distribuita.

Per la definizione di Generazione Distribuita (GD) possiamo fare riferimento a quanto pubblicato da ARERA nel recente “Monitoraggio dello sviluppo degli impianti di generazione distribuita per l’anno 2020” pubblicato lo scorso dicembre 2022. Il documento si focalizza sull’insieme degli impianti di generazione connessi al sistema di distribuzione precisando poi l’assetto della piccola generazione (capacità di generazione non superiore a 1MW) e Microcogenerazione (capacità di generazione inferiore a 50 KWe). I dati per il 2020 mostrano che la produzione lorda di energia elettrica per questa tipologia d’impianti è stata pari a circa 71 TWh (cioè il 25,3 % dell’intera produzione nazionale di energia elettrica) con un incremento dell’1,8% rispetto al precedente anno. Il totale degli impianti di GD è pari a 951.430 di cui ben il 99,7% composti da impianti di piccola generazione. L’energia prodotta da questi impianti è per oltre il 90% di origine rinnovabile e tra questi, spicca l’energia solare. Inoltre, si rileva un altro elemento importante: l’energia prodotta da questi impianti è per il 75% destinata all’immissione in rete, auto-consumando il rimanente. Questa trasformazione ha peraltro incluso anche la capacità di storage che assume oggi, in un contesto di energia distribuita, importanza vitale senza la quale le attività di autoconsumo rimarrebbero limitate.

Questa trasformazione non può però prescindere dal ruolo sempre più attivo svolto dai cittadini che diventano protagonisti di questa evoluzione. Oggi si parla di Prosumer, consumatore-produttore, cui si affianca il Prosumage che definisce il prosumer dotato di storage. In questo contesto, pertanto, la tecnologia svolge un ruolo importante per lo sviluppo energetico attraverso sistemi di smart grid e digital energy, in grado di trasformare le città in smart city e le case in smart home. Per Smart grid s’intendono maglie di mini-reti che consentono di connettere i soggetti che producono localmente energia con gli utilizzatori, allo scopo di soddisfare le proprie esigenze in maniera dinamica e flessibile. Questi sistemi sono in grado di portare benefici in termini di riduzione dei consumi e costi di gestione delle infrastrutture sostenendo l’uso locale dell’energia prodotta. Sistemi pertanto complessi che necessitano di sistemi digitali per una loro efficiente gestione nonché per il monitoraggio dei flussi generati di energia. I recenti provvedimenti normativi europei, sulla base di queste innovazioni tecnologiche, non ha altro che rafforzato il percorso introducendo forme di autoconsumo elettrico collettivo e la possibilità di costituire le Comunità energetiche rinnovabili. Provvedimenti, successivamente recepiti nel nostro ordinamento nazionale anche attraverso la definizione di sistemi incentivanti per queste nuove forme associative.

Digitalizzare l’energia significa, in questo contesto, applicare tecnologie intelligenti alla filiera energetica: dalla produzione al consumo. Ciò allo scopo specifico di migliorare i consumi, eliminare gli sprechi e offrendo servizi mirati a migliorare il benessere e la sicurezza dei sistemi elettrici. In questo modo attraverso sistemi hardware e software si potrà gestire il set di informazioni ricavabili dai flussi di energia per rielaborarli e ottenere utili feedback per l’ottimizzazione dei processi. Più nello specifico, la digital energy consentirà di gestire in modo ottimale i consumi energetici domestici, ad esempio, rilevando anomalie e tarando il consumo per massimizzare l’efficienza e gestire picchi di consumo attraverso una gestione smart di elettrodomestici, illuminazione e climatizzazione. Insomma, una vera e propria rivoluzione e siamo solo all’inizio.