Smart City e Smart Land: i risultati dell’indagine sui Comuni lombardi promossa dal Cluster SCC

Il Cluster Smart Cities & Communities Lombardia ha realizzato un’indagine volta a valutare il livello di maturità dei Comuni lombardi rispetto ai temi della smart city e della smart land, con l’obiettivo di individuare barriere operative, fabbisogni di competenze e necessità di supporto per l’avvio di progettualità innovative.

Il questionario, inviato a 383 Comuni con più di 5.000 abitanti, ha raccolto 23 risposte, soprattutto da realtà piccole e medie. Il quadro restituito permette di delineare con chiarezza le esigenze dei territori e costituisce una base utile per orientare strategie di aggregazione, rafforzamento delle competenze e semplificazione dei processi.

L’indagine conferma una significativa diffusione di progettualità in ambito smart.
I dati principali mostrano che:

  • il 60,9% dei Comuni ha già avviato almeno un progetto;
  • il 39,1% prevede di svilupparne di nuovi;

I territori si dimostrano quindi dinamici e motivati, con una forte propensione alla sperimentazione e alla collaborazione. Le principali difficoltà non riguardano l’interesse verso l’innovazione, ma le risorse economiche e capacità operative necessarie per tradurre le idee in azioni concrete. Le barriere segnalate dai Comuni si concentrano su tre aspetti: la carenza di competenze interne (73,9%) e di risorse economiche (indicate dal 69,6% dei Comuni) e la complessità burocratica (56,5%). Oltre il 65% degli enti segnala inoltre carenze nelle competenze digitali e nella gestione della transizione tecnologica, quasi la metà lamenta lacune in ambito energetico e una quota analoga evidenzia l’assenza di figure di project management.

Questa situazione spinge molti Comuni, soprattutto quelli di dimensioni ridotte, a ricorrere a consulenze esterne o a progettazioni frammentate, con un aumento dei costi e una perdita di know-how interno. La maggior parte degli enti afferma di riuscire ad avviare iniziative solo in presenza di bandi regionali, nazionali o europei, pur incontrando difficoltà nel sostenere i cofinanziamenti richiesti o nella gestione dei progetti una volta avviati. Ne deriva un approccio alla progettazione prevalentemente reattivo, guidato dalle opportunità disponibili più che da strategie autonome di sviluppo.

Quasi tutti i Comuni dichiarano di avere bisogno di percorsi formativi mirati a rafforzare le competenze tecniche, digitali e gestionali. La formazione è percepita come una leva strategica per migliorare l’autonomia progettuale e la capacità di intercettare finanziamenti. Le aree considerate prioritarie per i prossimi anni confermano questa esigenza e riguardano prevalentemente:

  • gestione dei bandi e dei finanziamenti (73,9%);
  • Innovazione digitale e servizi smart city (65,2%);
  • Energia e sostenibilità ambientale (60,9%).

Dall’analisi emerge una forte correlazione tra gli ambiti considerati prioritari e le competenze interne mancanti. Quasi il 70% dei Comuni, ad esempio, segnala contestualmente l’interesse per progetti di digitalizzazione o mobilità sostenibile e la mancanza delle competenze necessarie per realizzarli; allo stesso modo, quasi la metà considera l’energia una priorità ma dichiara carenze interne in questo settore. Ciò indica che gli enti hanno una visione chiara dei propri obiettivi di sviluppo, ma faticano a renderli operativi per mancanza di risorse tecniche adeguate.

La dimensione comunale viene percepita come un possibile fattore limitante dal 48% dei rispondenti, ma l’analisi dei dati mostra che le principali difficoltà – scarsità di risorse finanziarie, carenze di competenze e burocrazia – sono comuni a prescindere dalla grandezza del Comune.

In questo contesto, il ruolo di Regione Lombardia viene ritenuto centrale per lo sviluppo delle progettualità smart. La quasi totalità dei Comuni auspica un rafforzamento delle risorse economiche dedicate, non solo attraverso un aumento dei bandi ma anche mediante una loro maggiore continuità, una semplificazione delle procedure e una riduzione delle quote di cofinanziamento. Altre richieste ricorrenti riguardano strumenti specifici per i Comuni più piccoli, finanziamenti pluriennali in grado di garantire stabilità e un accompagnamento tecnico e amministrativo lungo l’intero ciclo di vita dei progetti, attraverso sportelli regionali, procedure standardizzate e una riduzione complessiva della burocrazia. Viene inoltre riconosciuta alla Regione un’importante funzione nel supportare la formazione del personale tramite programmi strutturati e gratuiti, che affrontino tanto gli aspetti tecnici quanto quelli gestionali e amministrativi.

L’indagine mette inoltre in evidenza alcuni pattern ricorrenti: i Comuni già attivi tendono a proseguire con nuove iniziative; le difficoltà operative sono trasversali e indipendenti dalla dimensione; le aree prioritarie coincidono con le competenze più carenti; e vi è una marcata disponibilità alla collaborazione, alla condivisione di strumenti e alla sperimentazione. In questo scenario, il Cluster Smart Cities & Communities Lombardia può assumere un ruolo strategico come facilitatore e aggregatore, promuovendo progettazioni condivise in ambiti chiave come energia, mobilità e digitalizzazione e contribuendo alla creazione di economie di scala e soluzioni sostenibili coerenti con la Smart Specialization Strategy (S3) e con i programmi regionali di ricerca e innovazione.

Il questionario si inserisce nel percorso avviato a Smart Land Now 2025, dalla Fondazione Cluster Tecnologie per le Smart Cities & Communities – Lombardia, con l’obiettivo di supportare le Pubbliche Amministrazioni nell’affrontare in modo collaborativo le sfide dell’innovazione urbana e dello sviluppo sostenibile.

Le pubbliche amministrazioni interessate a entrare a far parte del percorso, possono contattare il Cluster Smart Cities and communities Lombardia info@clusterscclombardia.it